1. Quali sono le principali sfide tecnologiche che la vostra azienda sta affrontando nello sviluppo della prossima generazione di marcatrici laser? Su quali tecnologie state investendo per superarle?
Oggi la vera sfida non è più solo ottenere una marcatura precisa, ma fornire soluzioni complete, flessibili e immediatamente operative, capaci di integrarsi rapidamente nei processi produttivi del cliente. Il mercato richiede personalizzazioni spinte, tempi di consegna ridotti e un livello di supporto che vada oltre la semplice fornitura della macchina.
In RMU MARKING affrontiamo queste sfide con un approccio fortemente orientato allo sviluppo interno. Progettiamo e realizziamo internamente ogni singolo componente della macchina, ad eccezione della sorgente laser, che selezioniamo tra i migliori player del mercato, come Trumpf. Questo ci consente di mantenere tempi di consegna molto rapidi: 7–15 giorni per le macchine standard e circa un mese per le soluzioni custom.
Un ruolo centrale è svolto dal software proprietario, sviluppato interamente in-house, che ci permette di realizzare applicazioni speciali in tempi estremamente brevi. A questo si aggiunge un modello di fornitura “tutto incluso”, che comprende consegna, installazione e formazione del cliente, garantendo che la macchina sia realmente produttiva fin dal primo giorno.
2. Oggi il mercato richiede marcatrici non solo precise, ma anche capaci di gestire pezzi alla rinfusa e superfici 3D o con geometrie complesse. Questo sta rendendo indispensabili sistemi di visione artificiale sempre più evoluti? Come affrontate l’integrazione di queste tecnologie nelle vostre soluzioni?
La crescente complessità dei componenti da marcare e la necessità di ridurre attrezzaggi meccanici rendono i sistemi di visione artificiale sempre più indispensabili, soprattutto per la gestione di pezzi alla rinfusa o con variabilità di posizionamento.
La Ricerca e Sviluppo svolta a riguardo agli albori di questa tecnologia, ci permette di integrare sui nostri macchinari dei sistemi di visione evoluti, come quelli di Keyence. Grazie a questi sistemi, la macchina è in grado di riconoscere posizione e orientamento del pezzo, compensando le tolleranze e garantendo una marcatura affidabile anche su geometrie complesse.
L’approccio che secondo noi porta il vero vantaggio è dato dall’integrazione software: sviluppando internamente il controllo macchina, possiamo adattare la logica di visione e marcatura alle specifiche esigenze applicative del cliente. Questo ci permette di fornire soluzioni robuste, personalizzate e facilmente supportabili anche nel tempo, tramite assistenza remota o interventi in loco quando necessario.
3. La sorgente laser quanto peso ha nella scelta di una marcatrice da parte del mercato? Quali elementi distintivi può ancora offrire la sorgente laser scelta e quanto il mercato riconosce questo valore aggiunto?
La sorgente laser è certamente un elemento chiave nella scelta di una marcatrice, soprattutto per aspetti come stabilità, qualità del fascio e affidabilità nel lungo periodo. Per queste ragioni utilizziamo sorgenti Trumpf, riconosciute dal mercato come uno standard di riferimento. Tuttavia, l’esperienza ci insegna che il valore percepito dal cliente non dipende solo dalla sorgente, ma dall’intero ecosistema macchina: integrazione meccanica, elettronica, software e, soprattutto, supporto post-vendita. Il mercato riconosce sempre di più l’importanza di avere un partner che non scompaia dopo la consegna. In RMU MARKING restiamo costantemente presenti: offriamo assistenza da remoto rapida ed efficace, e nella maggior parte dei casi gli interventi sono inferiori ai 15 minuti, dove non possibile si interviene in loco con tempi di risposta molto brevi (>3g lavorativi). Questo approccio “all inclusive”, che comprende fornitura, formazione e supporto continuo, è oggi uno degli elementi che il mercato apprezza maggiormente e che ci permette di distinguerci in modo concreto.



